Il Business plan è uno strumento per tradurre le idee imprenditoriali in progetto esecutivi, spiegarle agli investitori e raccogliere i fondi necessari per portarle sul mercato. 

Ma è soprattutto uno metodo indispensabile all’imprenditore stesso per valutare con obiettività la sua idea, approfondirla e, se necessario, modificarla. 

Col business plan l’imprenditore prima pianifica con cura, poi agisce

Dall'idea al mercato

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    Il tuo progetto

    l'imprenditore o l'azienda sviluppano il progetto nella loro testa

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    IL BUSINESS PLAN

    Prepariamo il business plan. Insieme

  • 3

    Raccogli i fondi

    Presentiamo il business plan agli investitori

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    Il Mercato

    Il progetto ora è un prodotto/servizio sul mercato

l nostro obiettivo è di scrivere un business plan su misura per ogni Cliente. A misura di esigenza ed a misura di budget. 

Il business plan è un processo che vede una forte interazione fra il cliente/imprenditore ed il professionista incaricato. Per facilitare questa interazione facciamo uso di  videoconferenze e sistemi di clouding che permettono un veloce e sicuro scambio di dati. 

Ma sopratutto ci rendiamo disponibili in un’ampia fascia orariaAscoltiamo le esigenze e proponiamo le soluzioni più appropriate. E non ci fermiamo finché non le abbiamo trovate. “Stiamo sul pezzo”. Sempre


I nostri business plan

I nostri business plan sono diversi. Perché prima di scriverli abbiamo passato anni dall’altra parte della “barricata”, a valutarli per conto di investitori e banche d’affari. Quindi sappiamo cosa, come e dove scrivere.

Il concetto base è la pianificazione strategica, funziona cosi:

E’ un’integrazione fra le seguenti aree:

  • Ricerche di mercato;
  • Marketing;
  • Gestione contabile;
  • Risk Management;
  • Area strategica;
  • Finanza e statistica;
Ricerche di mercato:
 
Capita spesso che i clienti ci chiedano dove prendiamo i dati delle vendite. Sono previsioni, ovviamente ma seguono sempre delle logiche economico-statistiche ben chiare. Analizziamo i dati forniti da centri di ricerca governativi o privati, stimiamo le serie storiche e le proiettiamo nel futuro utilizzando rigorosi criteri matematico-statistici. Insomma, sappiamo di quel che parliamo e non mettiamo numeri a caso. 
 
Marketing:
 
Scriviamo il piano di marketing (prodotto, prezzo, distribuzione e pubblicità) insieme al cliente. Lo consigliamo ed adattiamo la strategia più adatta alle sue esigenze. 
 
Gestione contabile:
 
Analizziamo il costo unitario, il break-even point ed il margine di contribuzione. Consigliamo al cliente cosa, quanto e dove produrre. Dati alla mano.
 
Risk Management:
 
Usiamo la matrice dei rischi per individuare tutte le possibili minacce che possono gravare sull’attività. Quando il rischio è moderato/elevato consigliamo la strategia per mitigarlo. Non consegniamo mai un business plan se tutti i potenziali rischi non sono stati portati a livelli accettabili.
 
Area strategica:
 
Cosa vendi? A chi? In che modo? Perché? 
Sembrano domande banali ma sono alla base del lancio di una nuova impresa o di un nuovo prodotto. Le risposte devono essere chiare e convincenti, altrimenti è meglio lasciar stare
E poi ancora utilizziamo l’analisi SWOT e l’analisi delle forze sterne del Prof. M. Porter
 
Area finanziaria:
 
Ogni nostro business plan proietta l’attività avanti di 5 anni e per ogni anno scriviamo:
 
  • Conto economico;
  • Stato patrimoniale;
  • Flussi di cassa (variazioni nette e cassa a fine anno);
Se c’è un problema ce ne accorgiamo e lo risolviamo. 
 
Ecco perché siamo diversi. Perché diamo sostanza al business plan che diventa il primo e più importante investimento.
 
 
 
 

Tre tipi di business plan

Prepariamo tre tipologie di business plan per venire incontro alle diverse esigenze dei clienti

BUSINESS PLAN BANK
BUSINESS PLAN VENTURE
BUSINESS PLAN ENTERPRISE

E' il modello pensato per piccole aziende, negozi, attività artigianali, che richiedono un modesto finanziamento bancario per l'avvio dell'attività

Comprende:

  1. Executive summary: Costituisce un sommario breve, dell’intero business plan e ne definisce i punti salienti. Deve catturare l'attenzione del lettore ed invogliarlo nel proseguire la lettura del documento.
  2. Descrizione dell’azienda e dei soci fondatori: Descrive brevemente l'attività, il territorio in cui opera e quali saranno i mercati di sblocco. Descrive inoltre i soci che hanno avuto l'idea, il loro background, le loro capacità umane e professionali.
  3. Prodotto e processo: In questa sezione si descrive il prodotto o il servzio offerto.
  4. Breve piano di marketing e analisi del contesto competitivo: Analizza il mercato o i mercati di sblocco, il contesto competitivo ed individua i target oggetto della strategia. Si occupa poi di considerare come devono essere raggiunti I target selezionati attraverso il più efficace marketing mix (prodotto, prezzo, promozioni e canali di distribuzione).
  5. L'investimento richiesto
  6. Stime economico-finanziarie: Costituiscono la struttura del business plan. La sezione espone, in modo chiaro e sintetico, I dati finanziari più importanti quali:
    • Il conto economico
    • Lo stato patrimoniale
    • Il cash flow

Costo: a partire da 500,00 euro (IVA compresa). 

E' la tipologia più ricorrente. Molto più approfondito del modello "PRO", è pensato per la ricerca di finanziamenti presso venture capitalist, private equity ed investitori nazionali o internazionali. 

E' composto da:

  1. Executive summary: Come per il modello precedente, ma più dettagliato. Costituisce l'incipit del business plan. Lo prepariamo per ultimo per avere tutti i dati disponibili. 
  2. Descrizione dell’azienda: Descrive l’azienda, la sua storia, la sua posizione e la sua collocazione nel territorio. Si accenna già alcuni dati economico-finanziari in forma sintetica.
  3. I soci fondatori: In questa sezione si introducono i curricula delle figure che hanno avuto l’idea imprenditoriale e/o che ne cureranno l’esecuzione. La loro esperienza, il loro background, ecc.
  4. Prodotto e processo: In questa sezione si descrive il prodotto o il servizio offerto, lasciando poi alla sezione successiva l'analisi competitiva
  5. Analisi del mercato e contesto competitivo: Analizza il mercato in generale ed I target oggetto della strategia
  6. Le vendite: La sezione spiega quali criteri sono stati utilizzati per stimare le vendite 
  7. Piano di marketing:  Si occupa di come devono essere raggiunti I target selezionati attraverso il più efficace marketing mix (prodotto, prezzo, promozioni e canali di distribuzione). Vengono poi presentate le ricerche di mercato a supporto dei dati di vendita
  8. Contabilità interna: Break-even point, Costo di produzione e Margine di contribuzione e calcolo del mark up consigliato 
  9. Risk Management e analisi di sensitività Analizza tutti i rischi inerenti l'avvio dell'attività. Per fare questo si usano diversi strumenti:
    • La matrice dei rischi: distingue i rischi sulla base del loro impatto potenziale sull'azienda e sulle probabilità di accadimento.
    • L'analisi PEST
      • Politica
      • Economica
      • Sociale
      • Tecnologica
    • L'analisi di sensitività è lo studio delle variazioni del valore dell'azienda al variare di uno o più parametri che lo determinano. Lo scopo è di individuare i parametri il sui scostamento, anche minimo, fa cambiare di molto il valore dell'azienda. In positivo o in negativo.
  10. Area strategica:
    • Presupposti strategici
    • Analisi delle forze sterne di M. Porter
    • Analisi SWOT
  11. La struttura del capitale
  12. L'investimento richiesto e la distribuzione degli utili
  13. Stime economico-finanziarie: Costituisce l’intero impalco del business plan, perché è da questa sezione che si capisce se il progetto creerà o distruggerà valore. La sezione espone, in modo chiaro e sintetico, i dati finanziari più importanti.Per l’intero periodo del business plan (5 anni) devono essere preparate le proiezioni di:
    • Il conto economico
    • Lo stato patrimoniale
    • Il cash flow
    • Analisi per margini
    • Analisi per indici (ratios) di liquidità, redditività ed efficienza
  14. Analisi per scenari
  15. Autore: Firma e presa di responsabilità, attestante che il business plan è stato preparato secondo le norme contabili nazionali ed internazionali (IFRS) 
  16. Allegati
  17. Fonti e citazioni

 

Costo: dagli 1000 ai 2000 euro (IVA compresa) a seconda del tipo di progetto

Oltre a tutte le caratteristiche del modello precedente, comprende una sezione di corporale finanche per la stima dell'enterprise value. 

Questo modello viene utilizzati principalmente per società di capitali in operazioni di fusioni&acquisizioni, oppure per grossi investimenti che vengono finanziati da venture capitalist e/o società di private equity che richiedono principi valutativi di finanza aziendali avanzati. 

Redatto in due lingue: italiano ed inglese. E' composto da:

  1. E' la tipologia più ricorrente. Molto più approfondito del modello "Professional", è pensato per la ricerca di finanziamenti presso venture capitalist, private equity ed investitori nazionali o internazionali. 

    E' composto da:

    1. Executive summary: Come per il modello precedente, ma più dettagliato. Costituisce l'incipit del business plan. Lo prepariamo per ultimo per avere tutti i dati disponibili. 
    2. Descrizione dell’azienda: Descrive l’azienda, la sua storia, la sua posizione e la sua collocazione nel territorio. Si accenna già alcuni dati economico-finanziari in forma sintetica.
    3. I soci fondatori: In questa sezione si introducono i curricula delle figure che hanno avuto l’idea imprenditoriale e/o che ne cureranno l’esecuzione. La loro esperienza, il loro background, ecc.
    4. Prodotto e processo: In questa sezione si descrive il prodotto o il servizio offerto, lasciando poi alla sezione successiva l'analisi competitiva
    5. Analisi del mercato e contesto competitivo: Analizza il mercato in generale ed I target oggetto della strategia
    6. Le vendite: La sezione spiega quali criteri sono stati utilizzati per stimare le vendite 
    7. Piano di marketing:  Si occupa di come devono essere raggiunti I target selezionati attraverso il più efficace marketing mix (prodotto, prezzo, promozioni e canali di distribuzione). Vengono poi presentate le ricerche di mercato a supporto dei dati di vendita
    8. Contabilità interna: Break-even point, Costo di produzione e Margine di contribuzione e calcolo del mark up consigliato 
    9. Risk Management e analisi di sensitività Analizza tutti i rischi inerenti l'avvio dell'attività. Per fare questo si usano diversi strumenti:
      • La matrice dei rischi: distingue i rischi sulla base del loro impatto potenziale sull'azienda e sulle probabilità di accadimento.
      • L'analisi PEST
        • Politica
        • Economica
        • Sociale
        • Tecnologica
      • L'analisi di sensitività è lo studio delle variazioni del valore dell'azienda al variare di uno o più parametri che lo determinano. Lo scopo è di individuare i parametri il sui scostamento, anche minimo, fa cambiare di molto il valore dell'azienda. In positivo o in negativo.
    10. Area strategica:
      • Presupposti strategici
      • Analisi delle forze sterne di M. Porter
      • Analisi SWOT
    11. La struttura del capitale
    12. L'investimento richiesto e la distribuzione degli utili
    13. Stime economico-finanziarie: Costituisce l’intero impalco del business plan, perché è da questa sezione che si capisce se il progetto creerà o distruggerà valore. La sezione espone, in modo chiaro e sintetico, i dati finanziari più importanti.Per l’intero periodo del business plan (5 anni) devono essere preparate le proiezioni di:
      • Il conto economico
      • Lo stato patrimoniale
      • Il cash flow
      • Analisi per margini
      • Analisi per indici (ratios) di liquidità, redditività ed efficienza

      L’obiettivo è indicare immediatamente eventuali carenze di cassa, eccessivo indebitamento, break-even irraggiungibili ed altre criticità che possono compromettere il buon esito del piano strategico.

      Analisi per scenari: vengono preparati altri due scenari, oltre a quello oggetto del business plan, considerato lo scenario neutrale

    14. Allegati
    15. Fonti e citazioni
    16. Stima dell'enterprise value, basata sul calcolo del Valore attuale netto (VAN o NPV) del progetto.
      • Stima del costo dell'indebitamento
      • Stima del costo del capitale proprio
      • Stima del costo medio ponderato del capitale (WACC)
    17. Allegati
    18. Autore
    19. Fonti e citazioni

Costo: a partire da 2500 euro (IVA compresa)

 

La ricerca degli investitori

Un business plan normalmente viene preparato per raccogliere i fondi necessari all’avvio di una nuova attività, o per il lancio di un nuovo progetto.

Perché il progetto si realizzi è quindi necessario trovare un investitore che creda nell’imprenditore e gli dia la liquidità necessaria.

 


Perché

Perché un business plan

PERCHE' LA FORTUNA NON BASTA

In affari è meglio non affidarsi solo alla fortuna 

PER VALUTARE CON OBIETTIVITA'

Perché il consiglio di un professionista è importante

PER TROVARE FINANZIAMENTI

Da banche, investitori, venture capital, private equity 

PER PIANIFICARE

Non c'è business senza pianificazione strategica

PER UN NUOVO PRODOTTO

Per il lancio di un nuovo prodotto o servizio

PER UN' ACQUISIZIONE

Per una fusione o acquisizione 

Perchè noi?

PERCHE' SIAMO COMPETENTI

Siamo preparati e qualificati. Guada la sezione "Chi siamo"

PERCHE' SIAMO FLESSIBILI

Ci adattiamo alle esigenze del cliente

PERCHE' CURIAMO IL LAVORO

Non lasciamo nulla al caso

PERCHE' SIAMO INTERNAZIONALI

Scriviamo business plan in italiano ed in inglese e li traduciamo in tutte le altre lingue

PERCHE' SIAMO PUNTUALI

Rispettiamo le scadenze. Sempre 


Qualche dato su di noi

La percentuale di successo (finanziati/presentati) dei nostri business plan è molto alta. Questo perché consegniamo solo business plan solidi, senza nessuna criticità. Queste, se ci sono, le risolviamo prima insieme ai clienti.

Per fare questo, oltre alla nostra esperienza, facciamo uso dei  KPI (key performance indicators/indicatori chiave di prestazione). Non c’è imprenditore che non ne conosca il significato. Sono indicatori che evidenziano in modo sintetico (generalmente numerico) l’andamento di un determinato parametro. 

Ogni sezione dei nostri business plan ha i suoi KPI. Ne citiamo due della sezione “Stime economico-finanziare”:

  1. La cassa (cash flow) che deve essere sempre positiva e con un determinato “buffer” per assicurare la liquidità aziendale
  2. Il rapporto ROTA/costo medio di indebitamento

Ovviamente ce ne sono molti altri. Se anche uno solo di questi indicatori genera preoccupazione ci fermiamo e troviamo la soluzione insieme all’imprenditore. In questo modo possiamo presentare business plan robusti, che sono stati rivisti ed approvati da analisti internazionali, banche e ventures in tutto il mondo. 


Maggiori informazioni

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