Il capital budgeting e il calcolo del costo medio ponderato del capitale (WACC)

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Il capital budgeting è una metodologia usata in finanza aziendale per verificare se gli investimenti di lungo periodo di un’azienda, come nuovi impianti, nuovi macchinari o nuovi prodotti e/o fusioni ed acquisizioni, valgono il costo iniziale richiesto.

Obiettivo primario del capital budgeting è quello di creare valore per gli azionisti; per arrivare a questo obiettivo si usano diversi metodi, quali:

Caratteristica generale di questi metodi è quella di considerare l’incremento dei flussi di cassa generato da ciascun progetto analizzato e di confrontarlo con il costo del progetto stesso. Se la somma dei flussi di cassa, opportunamente scontati (vedi anche la sezione dedicata alla finanza aziendale qui) è superiore al costo iniziale, allora il progetto creerà valore per gli investitori. In caso contrario essi farebbero bene ad investire in altri progetti alternativi 

A questi metodi se ne aggiungono altri definiti ibridi perché usano metodologie sia di finanza sia di contabilità, come il payback period ed il più formale (e corretto) discounted payback period.

Classificazione dei progetti

Nel capital budgeting i progetti si classificano come indipendenti o come mutualmente esclusivi.

Un progetto è definito indipendente se i suoi flussi di cassa non sono condizionati dall’accettazione o meno di altri progetti alternativi. In questo modo, tutti I progetti indipendenti che rispettano i criteri del capital budgeting dovrebbero essere accettati e portati avanti.

I progetti si definiscono invece mutualmente esclusivi se non possono essere accettati tutti contemporaneamente, per ragioni di budget per esempio.

Fra tutti i metodi sopracitati, solo quello del valore attuale netto e del tasso interno di rendimento considerano tutti i flussi di cassa ed il loro tempo di realizzazione ma solo il metodo del valore attuale netto (VAN) conduce sempre ad una corretta valutazione.

Questo perché assume che i flussi di cassa generati vengano reinvestiti al costo medio ponderato del capitale (weighted average cost of capital) dell’azienda o del progetto, mentre il metodo del tasso interno di rendimento assume che i flussi vengano reinvestiti al TIR medesimo.

Siccome ogni progetto, anche all’interno di una stessa azienda, ha un diverso TIR, il ragionamento che sottintende al VAN è più in linea con la realtà aziendale

Tasso interno di rendimento (TIR)

Il tasso interno di rendimento è definito in termini di matematica finanziaria come il tasso che rende il valore attuale netto pari a zero.

Per progetti indipendenti e per di progetti che prevedono un investimento iniziale negativo seguito da una serie di flussi di cassa positivi, l’uso del tasso interno di rendimento conduce allo stesso risultato di quello del valore attuale netto.  In questi casi, tutti i progetti che hanno un TIR superiore al costo del capitale dovrebbero essere accettati.

Per progetti mutualmente esclusivi e/o per progetti con più inversioni di segno nei flussi di cassa invece, il metodo del tasso interno di rendimento può portare a selezionare un progetto sbagliato, cioè con un VAN più basso a scapito di uno con VAN più elevato.

Questo perché il TIR esiste ed è unico solo in progetti con una sola inversione di segno nei flussi di cassa, altrimenti la sua curva diventa quella di una parabola che interseca l’asse delle ascisse in 2 punti.

Nonostante una forte preferenza per il metodo del valore attuale netto negli ambienti accademici, la maggioranza del top management utilizza ancora il metodo del TIR (fonte: Università di Melbourne – 2014 Cost of Capital Survey).

Probabilmente perché è più intuitivo ragionare in termini di rendimento di un investimento, confrontandolo col costo del capitale richiesto.

Fonti di finanziamento

Gli investimenti aziendali possono essere finanziati tramite l’emissione di nuove azioni, l’emissione di obbligazioni e/o strumenti ibridi, l’accesso al credito bancario o utilizzando utili non redistribuiti.

Ne segue che un altro obiettivo del capital budgeting e della finanza aziendale è individuare, per ciascun investimento, le migliori fonti di finanziamento facendo attenzione alla redditività ed al rischio associato.

 


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